domenica 26 agosto 2012

Non ci credo

È forse possibile che abbia veramente concluso la seconda revisione del mio romanzo fantasy a sfondo fantascientifico, che in questi giorni compie due anni e un mese, e che davvero ci sia nel contenuto tutto quello che ci deve essere?

Che abbia eliminato tutti i (pochi) errori, le (apparenti) incongruenze e le (moltissime) dimenticanze e che quindi il manoscritto sia pronto per essere letto da qualcuno per perfezionare la forma?

Pensare che avevo iniziato senza troppe pretese, da un'idea venuta così, e doveva essere solo un racconto che prendeva spunto da varie stupidaggini...

C'è un pochino di questo


un po' di quest'altro



e soprattutto la sconvolgente scoperta che i ragni, pur riproducendosi sessualmente e dovendosi accoppiare, non hanno il pisellino.


Coosaaa?!?


Mi dispiace, signorina, la natura a volte è davvero matrigna.

domenica 15 aprile 2012

Musica dannata: andare al diavolo o no?

Dopo un audace parallelo Napoli-Spagna 1600 (uno a zero), grande successo nel 2011, il mio gruppuscolo si è messo alacremente all'opera per sfornare un nuovo programma, Musica Dannata per l'appunto, raccogliendo pezzi dal sapore “esoterico” o vagamente pagano.

Battaglie carnevalesche con diavoli come protagonisti, frammenti delle fughe alchemiche tratte da Atalanta Fugiens, balletti di fate, danze della pioggia friulane.

Anche se a me il sottotitolo Musica per altri dei faceva pensare piuttosto a una roba così:



E su tutto, in questo ripugnante cimitero dell'universo, si ode un sordo e pazzesco rullìo di tamburi, un sottile e monotono lamento di flauti blasfemi che giungono da stanze inconcepibili, senza luce, di là dal Tempo; la detestabile cacofonia al cui ritmo danzano lenti, goffi e assurdi, giganteschi, tenebrosi ultimi dèi...
Ma io non sono normale.

Ma ecco la prima doccia fredda: il Comune non ci paga, abbiamo solo un rimborso dietro pezze giustificative –difficili da ottenere visto che il concerto si tiene nel centro della nostra città e ci andiamo a piedi– non organizzano un bel niente, le locandine sono a carico nostro, ci siamo trovati la sede da soli, gli assessori vengono solo a fare il comizio prima del concerto per farsi belli col nostro lavoro.

Come già è successo l'anno scorso, appunto.

Siamo tentati di mandare tutto al diavolo, come sarebbe anche in tema.

Ma i colleghi della rassegna, titolari delle altre due associazioni musicali coinvolte, ci supplicano: senza di noi rischia di saltare tutto, è un peccato e sigh sob buaahhh...
Insomma, alla fine ci saremo.

A un patto.

Non è proponibile in Oratorio una dicitura del genere. Imperativo cambiare titolo.

Poi possiamo fare quello che vogliamo, l'importante è cambiare il nome, che non sta bene.
Siamo in chiesa, dopotutto.
 

Perché far piangere Azathoth?

lunedì 16 gennaio 2012

Inquietante, eh...

Esattamente un anno fa avevo intitolato: "Come evitare navi enormi" indicando un utile manuale nautico in vendita su Amazon, di grande utilità quotidiana:
http://www.amazon.com/Avoid-Huge-Ships-John-Trimmer/dp/0870334336

Avevo riportato una serie di commenti sarcastici degli utenti, ci avevo riso sopra con la mia consueta superficialità. Invece ora devo ammettere che sarebbe stata una lettura interessante e istruttiva. Per gli scogli.

mercoledì 30 novembre 2011

Ora

sono troppo stanca per scrivere qualcosa di intelligente.
Che bella scusa, eh?


Ho raggiunto il traguardo due giorni fa...ma la storia è appena a 2/3, quindi il lavoro è ancora molto, e non posso permettermi di rallentare troppo. Mi conosco, se appena mollo la tensione mi riduco a un blob (come la donna lumaca di cui parlavo prima) e non combino più niente.
E allora sarebbe stato tutto inutile, mica ho fatto questo per sport, l'obiettivo era FINIRE una maledetta storia!!!
Vabbè, buonanotte.

giovedì 17 novembre 2011

Pazzesco

Ho superato la metà e sono ancora in gara...
Stupefatta e stordita, ho partecipato solo per gioco e invece scribacchio a tutto spiano, e la storia sta trovando persino un senso!

Ero un po' sfiduciata nei giorni scorsi, non per la fatica ma perché avevo l'impressione che lavorare di corsa mi togliesse un po' il gusto della scrittura, la compagnia dei personaggi, la crescita lenta della trama.

Ora so che questo è vero solo in parte, perlopiù era una delle solite manfrine messe in scena dalla mia pigrizia. Davvero ben congegnata, ci ho messo una vita a scoprirlo.

Scusate, una donna-lumaca mi sta chiamando. No, ma sto bene, eh.

martedì 8 novembre 2011

Corro nel corso

pure io, magari a nascondermi!
Ma via, è ovvio che la forma faccia schifo, la prima stesura serve per costruire la storia, giusto?

Veniamo alle buone notizie: a una settimana dall'inizio, sono ancora in vantaggio di un giorno. Nonostante gli impegni di questi giorni (la mostra di strumenti musicali organizzata dal mio gruppo e il concerto finale dimostrativo) sono riuscita a scrivere ogni giorno e quasi sempre (tranne sabato, per l'esattezza) a soddisfare il requisito di 1667 parole al giorno.

Persino ieri, che sono tornata molto tardi dal lavoro, con una tonnellata di rabbia addosso per quell'immenso Cretino Cosmico di Alfredo e pensavo di non combinare niente, invece pian piano ce l'ho fatta!

Il romanzo prende forma e sembra avere un senso, per quanto la forma sia pasticciata. I personaggi secondari, creati tutti sul momento, stanno prendendo vita e mi sorprendono con sottotrame che insospettatamente si intrecciano al tema di fondo...

E scoprire che la giustizia divina ha fatto passare anche ad Alfredo la notte sveglio (in bagno) non ha prezzo.

martedì 1 novembre 2011

Ecco



Ho iniziato stanotte!

Oggi mi sono murata in casa e via (alla faccia del mio collega Alfredo che voleva convincermi ad offrirmi volontaria per andare al lavoro oggi perché, si capisce, siamo tutti come lui e non abbiamo una vita), decisa a portarmi avanti il più possibile, perché mi conosco...e perché gli imprevisti sono sempre in agguato.

Un buon risultato, 3600 parole. Ma non mi illudo, è un evento eccezionale. Ho potuto gingillarmi tutto il giorno, scrivere a più riprese, senza pensieri né preoccupazioni. In effetti mi sono scordata di lavarmi i capelli. Perché è già così buio? Questa ora solare...

Comunque, andrò avanti come potrò, e il progetto proseguirà anche se dovessi vedere che rimango indietro...non mi do per vinta. La pigrizia mi schiaccia da una vita, stavolta sono decisa a muoverle guerra con tutte le mie forze.

Il mio romanzo si chiama Globus, ed è un fantasy...uhm, atipico? Non sono convinta di certe classificazioni, "new weird", "bizzarro"...io lo chiamerei "balordo", ecco, sì.

Piuttosto, l'incipit:

Corre, corre, gli sembra di non aver mai fatto nient'altro nel corso della sua esistenza.

mi è venuto al presente, anche se ho fatto fatica a rimanerci (e a dirla tutta lo odio anche in veste di lettrice, é faticosissimo da seguire), ma quando è iniziata la storia vera e propria:

«Un peperone davvero piccante per i clienti speciali» le ricordò la nuova cameriera, e Seluma annuì senza rispondere.

sono balzata d'istinto al passato, mi sembra giusto così.

Non è certo il momento per le revisioni, ma cosa pensare di un incipit scritto in un tempo verbale diverso, e che ha per protagonista un personaggio che non si vedrà più?



booohhh