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giovedì 7 agosto 2008

La Poesia della Leggenda - 3

Parte terza - Primavera

Tormentato da contributi figurativi, un uomo anziano sogna sua sorella
ma la marinaia lo sgrida;
quando piove, un mercenario lascia la locanda con un nome stupido
e nel cercare gli amici quasi viene aggredito dall'acciaio
e si capisce subito che mente!
Ma uno non lo interroga e lui li porta tutti a fare una gita
su una pozzanghera di catrame...

Vedendo ancora il gioielliere, si domanda perchè i mostri lo cercano
ma nella tempesta un gracile studente urla e una donna guantata esita,
finchè la grandine la travolge e il timoniere impazzisce...
Così nella cabina degli asciugamani il capo è costretto a confessare,
imbullonato al pavimento!

Intrappolati in un vortice azzurro,
gli viene in mente di salvarsi con una palla da bambini,
ma l'ha presa il mago che già una volta ha incenerito suo fratello,
perciò se ne va da solo,
e sopra i relitti si sentono ancora i singhiozzi di un omone!

Due turisti in una ricca città, intanto, litigano per le pietre
e a uno è sembrato di vedere un ferito portato via...
Ma scappano inseguiti da una torre, mentre l'elfa guarda dalla finestra
e uno storico le racconta la cupa leggenda di un suicida
che ha rovinato il cancello;
la fregano però nominandola cavaliere
e un falso messaggio l'attira in trappola.

Due innamorati infelici hanno proprio scoperto che si fanno uova sode
e sono sconvolti;
si cavalcano maestosi animali facendosi male col giubbotto,
e pensare che a lui piaceva davvero la guerriera,
avevano chiacchierato mentre altri si picchiavano coi boccali
e davano fuoco al grembiule dell'oste!

Finalmente un muto può parlare ma non sa un accidente e non serve,
e in una città distrutta in fondo al mare seguono un animatore;
uno addormentato ricorda che gli hanno mostrato un'immagine falsa
inducendo un moribondo ad aggredirlo, ma una ragazza lo sveglia...

Il capo segue il marito di una sirena e scopre delle sacche d'aria
per avvertire tutti che c'è una guerra al piano di sopra
e che se pensano di star tranquilli coi pesci si sbagliano!
Così un cicerone parla di un pozzo nero e profondo,
ma ancora il nuovo fidanzato piange, ricordando le ombre cinesi sul muro.

Dei pescatori li trovano, vanno al mercato e li scippano,
ma si riconoscono e scoppiano in lacrime commossi!
Si incontrano così dei serpenti buoni,
però proprio mentre vanno volando a salvare la principessa
un vecchio dal berretto sghembo li prende a sassate e fa scappare le guide!

Però il suo drago diventa una collanina
la campata rimane sospesa in aria, mentre tutti corrono o penzolano flaccidi,
e si consiglia di non seguire una mappa falsa
ma di cercare un posto che non conosce nessuno.

Stufi dei vicoli ciechi, i compagni allora strisciano,
ma per pensare a un consanguineo uno perde di vista il portatore della gemma!

Così un fabbro corre come un disperato, facendosi venire un infarto,
l'amico sconvolto usa la spada tra i macigni ma in realtà non era il caso,
e se lo vede portar via in mezzo a una conca scura col disegno delle stelle...
Allora l'orefice spiega che lui per sbaglio ha spinto una colonna
ed è per questo che lo cercano.

Era però micidialmente facile entrare nel corteo,
e il capo infatti urla stranito in mezzo ai soldati:
due vengono portati alle segrete, ma si fidano ancora, e pesano parecchio.

I frammenti del vaso infranto galleggiano per aria
la signora non vuole affatto scambiare i fustini, smaltendo nel sonno i bagordi,
così la cella non è accogliente e si stacca la barba finta...

Sudando in un'armatura di scaglie, lui entra nell'aula
in mezzo a orride piattaforme,
ma mentre si inchina per salvare una dama gli suggeriscono di fischiare,
e così ammazza un sire coronato!
La ragazza, però, offesa, scappa con un'altra camicia
e lui la perde mentre suonano le sirene...

Annaspando nella biforcazione, due trovano la porta
ma si pungono e cadono tra i convolvoli;
gli altri si bloccano nell'arco con le pietre bagnate e sgombri nuotano mordendoli,
ma l'uomo generoso pensa che forse è lì sotto con un pazzo...
E proprio mentre l'acqua gli entra negli stivali incontra di nuovo
uno che gli è mancato!
Infatti era andato a prendere ripetizioni,
il bibliotecario per sbaglio gli ha dato una chiave
e così ha cambiato allineamento!

Ma è meglio per tutti se ci si schianta sulla colonna,
poi lui diventato potente caccia via gli stregoni,
tira fuori uno dal fango e salva l'avvelenato,
fuggendo con un volatile prima di incontrare un dio vicino al fuoco!

Così, spiega il cappellaio, l'equilibrio è ristabilito,
i funghi sono a posto
e non c'è nessuno a salutarlo di notte dal cancello
ma pazienza.

FINE


(MOLTO liberamente ispirato al vol. 3 delle "Cronache di Drangonlance")

domenica 3 agosto 2008

La Poesia della Leggenda - 2

Parte seconda - Inverno

Si rivoltano le tasche con un'irritante tiritera, elencando gli eletti;
e il martello viene venduto per finanziare gli scavi!
Un blasfemo glielo ha detto che era inutile cercare le navi,
ma loro sono testardi,
così il mezzosangue è geloso quando vede un predicatore
e le stelle cadute scavano buchi dentro di lui...
e quando, arrampicati, scoprono che la pozzanghera si è prosciugata,
una fionda fischia per dare l'allarme, il conestabile zufola spaventato,
e vengono tutti arrestati!

Quella che doveva essere una marcia di trionfo, però,
si trasforma in un ritrovo di marinai perchè un ragazzino sgattaiola;
un uomo gentile aiuta una signora e si balocca con la spilla
e intanto nelle sale della locanda, tra i pezzi di vetro,
il mago spiega che gli hanno affibbiato l'orologio
per insegnargli la compassione,
e non sembra che abbia funzionato...

In una biblioteca ben conservata,
ci si provano occhiali su piccoli nasi mentre le pagine si sbriciolano
sul disegno della sfera.
Immalinconito, un figlio butta la dama in un rifugio
e si sceglie per forza l'abito lungo:
cosa si può fare, nell'udire i corni, oltre a offrirsi di avvelenare il vino?
Ma non c'è bisogno di spingere le pietre e tutti cadono nella cantina,
protetti da un omone vestito di cuoio.

In fuga, ci si racconta la storiella delle biglie facendo voci diverse,
ma quando poi attraversano un fiume spettrale non c'è trippa per gatti:
orribili elfi morti vanno in giro a distribuire tesserini,
alberi urlano gocciolando succo di chinotto,
si vede anche gente che non c'è e muoiono negando di aver mangiato,
un'ostessa taglia a pezzi un vecchio per sbaglio
ci si avvelena con la serratura truccata
e alla fine un mostro verde si ritira
solo davanti a un evocatore che ha cambiato vestito.

Per fortuna si scopre che era stato solo un incubo
dovuto forse ai vapori della nave alla deriva,
ma è vero che un padre urla senza voce,
non potendosi staccare dal globo che poi sparisce nel sacchetto delle mollette.

Soffrendo il mal di mare,
il nano prende un pezzo di asta da dentro il ghiaccio,
ma vengono maltrattati dagli stessi parenti della mancata sposa,
in lotta per gli schiavi, e si pestano sulla spiaggia...
devono quindi sottrarre la palla mentre si dorme
e uscire in barca con una strana ragazza molto timida
che piange a lungo parlando di sua sorella che era un drago.

Sotto la cascata vola la coperta e lei li conduce in una tomba,
oltrepassando statue insofferenti,
senza dar loro tempo di provare a cuocere la carne.
Quando tutti si accasciano con un rumore di scudi,
il chiacchierone si nasconde,
con delle gemme vola in un corridoio e incontra un vecchio morto
che grida perchè c'è baccano e gli mostra l'affresco.

Gli altri intanto, usciti dal bosco degli orrori,
campano facendo numeri da circo e mentono alle guardie;
spuntano mani minacciose e lo trovano svenuto,
ma la ragazza si è strappata una manica inutilmente,
chè lui non si può impegnare per lei a causa del bottone rubato.

Un dio sotto mentite spoglie va con l'amico
in casa del capo dei cavalieri a bergli il vino buono
poi si rintanano fra gli scienziati e vengono lanciati con le catapulte,
sfiorando le reti, mentre il pavimento è invaso da spugne!
Si fa prima a ripulire se qualcosa non funziona,
spieghiamo al bambino che ha chiesto a che ora passa il tram.

Si trovano seduti a litigare davanti a un treppiede
e mentre lo gnomo prende appunti tra le file di seggiole
l'unica cosa da fare è prendere la rincorsa e spaccare il modellino,
poi tanto l'anziano calma gli animi e alle sue spalle esplode una pietra bianca...

Una torre è inutilmente difesa, ma dentro c'è un gheriglio di noce:
quando vede l'amico trafitto, la giovane dalla pelle bronzea non ha più dubbi
e si appresta a bloccare la testa degli animali nel corridoio con la serranda!

Gli sbandati sono in un porto di mare
uno si è cammuffato ma, capovolto nella rissa,
viene scambiato per un ufficiale a forma di lucertola:
incontra così un'antica seduttrice
che abita ora in una rosa di calcestruzzo
e persino un estremista non è riuscito a ucciderla
perchè veniva sempre fuori uno spettro e tante donne cantavano di notte...
Si intrattiene con lei,
dimenticando che una marinaia vuole il compenso;
un ubriaco lo segue e lui fa pratica coi filtri!

In una stanza secolare ci sono bui comodini
e fanno il funerale portando piatti di piume...
Ma nello stesso momento l'ereditiera con la rete sente dolore,
si punge col gioiello e corre nel bosco sfigurato:
portando con sè nuove idee fa un buco per terra,
ma quando vede che l'albero è cambiato
capisce che deve telefonare ai suoi perchè traslochino.

(MOLTO liberamente ispirato al vol. 2 delle “Cronache di Drangonlance”)

domenica 27 luglio 2008

La Poesia della Leggenda - 1

Inauguriamo con questo post la serie di scrittura caotica “a tema”, cioè ispirata a libri, film, biografie ecc. Questa parodia estrema potrebbe (il condizionale è d’obbligo) risultare divertente non solo per l’autore ma anche per chi conosce l’originale. Forse.


Parte prima - Autunno


C'è solo una puntata timbrata e pazienza, ci accontentiamo:
però quando una figuretta esile ci mette nei guai con gli spettri
è l'ora di domandarsi se vale la pena di entrare nelle rovine!

Era iniziato tutto sopra a un albero dove degli amici
si erano rivisti dopo tanto tempo,
la comitiva non era però al completo,
e siamo poi sicuri che da qui a là lei abbia la risonanza in mano?
Probabilmente no, e la cameriera non vi dà peso,
anche se, dopo che una bionda ha cantato,
li fa saltare tutti nello scarico della spazzatura!

Spaventati da una luce azzurra, corrono nei boschi,
rubano una barca con lo stetoscopio:
bisogna però legare il ferramenta che ha paura dell'acqua
e quando gli arcieri si addormentano
ecco che vedono che mancano costellazioni
e affranti fanno cadere le stoviglie!

In mezzo a una puzza dannata di radici andate a male
l'uomo delle pianure litiga col cavaliere in armatura, ma poi diventano amici:
incipiente, un grosso fratello sbatte le teste di strani chierici con dita adunche,
e si trasformano in pietra!
Così poi un uomo onorevole vede un cervo e vuole seguirlo,
contro il parere di tutti i carpentieri,
in cima a una montagnola vedono un alamaro buio...
ed ecco che si trovano a dover convincere antichi guerrieri.

Cosa accade dopo non lo ha capito nessuno:
urla di qua e di là, barellieri fuggono nella notte,
il mago preso per mano sviene...
ma dopo questa scena scritta dal tossico in trip
ecco che si riprende in compagnia di sdegnosi centauri.
Per non essere usato come cibo per cani, il ladruncolo mostra molte mappe,
tutte sbagliate, ma è entusiasta come sempre,
anche nel sedersi su covili traballanti e mangiare alla luce di molte lune.
Vorrebbe poi restare sveglio ma è inutile,
e subito trovano il villaggio bruciato come dopo aver frugato in letti di paglia!

Ma non c'è tempo nemmeno di rimettere l'imbottitura nel pupazzo
e in mezzo alla palude due si buttano dal tronco per non essere catturati,
mentre si fanno piroette tra le frecce avvelenate!
La guaritrice tocca inutilmente lunghi capelli e un picchiatore,
disperato come un gemello orfano, spacca le sbarre
correndo di fronte al drago di giunchi...
ma a questo punto è un trucco e nel fumo riescono a fuggire
salvo il bambino dispettoso che rimane incastrato con la testa
e un tipo lugubre si mette a ridere, spaventando tutti.

La tastiera emette un ronzio
e dato che è tardi
decidono di tornare a vedere cosa è stato della città sopraelevata.
Qui trovano la locanda posata per terra e le patate sparpagliate
mostri picchiano un elfo e poi li arrestano,
anche se un verme immaginario fa la guardia alle armi.
Chiusi nel carro col fabbro mutilato,
partono con la faccia di chi, davanti alla cartuccia vuota,
ha giurato di non chiedere più farina ai vicini.

In realtà avevano già recuperato i dischi, lottando intorno a un pozzo
e facendosi male nel tempio;
non sarebbero mai riusciti ad andare su e giù coi sacchi di zucchero
nelle pentolone per fondere il lardo senza l'aiuto di una nana sporca,
amante dei topi morti,
che per effetto di un tubero stagionato si era innamorata di un giovane
dall'aspetto appariscente
e lo aveva condotto fin quasi dal drago.
Tutti ridevano di lei e della sua collezione di lucertole,
ma il fattucchiere invece l'aveva trattata con gentilezza,
donandole un'aura argentea,
e lei felice aveva rilegato dei canti scozzesi!

Ora nella gabbia nessuno vuole parlare di vetrine
e ci si ferma perchè un vecchio col cappello litiga con gli alberi,
si fa caricare e insegna come tirare sfere di fuoco contro i moscerini!

Vanno in casa di un popolo superbo che lì per lì non crede al medaglione
e guarda storto chi è vestito di rosso;
qui uno ricorda che si è fatto crescere la barba per non mostrare
che non conosce suo padre,
e una ragazza gli ha dato delle foglie ma lui non le vuole!
Una rissaiola da taverna fa a botte con uno scudo e poi lieta abbraccia l'omone,
interviene così la guaritrice, come una sorella, ad ammonirlo
perchè lei è alla ricerca di un primo impiego...

Una ragioniera una volta si è domandata perchè mai piaccia tanto
uno che non fa altro che tossire,
ma la ricetta della tisana gliel'ha data il capo dell'ordine
per scusarsi di averlo marchiato...

Per una strada segreta entrano dove c'è una catena,
contro il volere di un esperto aprono la stanza del tesoro
e uno spettro grida selvaggio;
così, mentre due salgono tra gli ingranaggi,
sollevano per sbaglio un animale grande e precipitano tra le piume di gallina,
gli altri si rifugiano dietro a una porta finta
e devono vestirsi da donna per salvare i giocattoli.

Dopo varie accuse reciproche di tradimento
e un incontro con chi ha un rubino nel piede
escono in cortile e al cattivo corridore cade la maschera mentre crolla il muro
e gli stranieri si sposano.


(MOLTO liberamente ispirato al vol. 1 delle “Cronache di Drangonlance”)

sabato 31 maggio 2008

Il matrimonio di Yknex




Bello è trottare la mattina nei prati
ma se suona la campana ci si sbrana come un tappeto
che copre l'assemblaggio alternativo fatto apposta per la ragioniera.

Tutti vestiti a nuovo, ci incipriamo e Bodidi si sente come uno stecco
a causa dei pantaloni a forma di ago,
Frutta arriva con un piccolo corsaro e muggisce sul viale
apprestandosi a ridipingere il coro;
Giijp, un fiocco azzurro in testa, gesticola come un commediante
e io perdo una rosa mentre cammino.

Ycnex è bella come un leone in posa sulla passerella
con l'abito lungo verso il rubinetto salutando il suo quarto cugino,
Ggaine, esperto di aritmetica e amico intimo di Lorei;
così chi ha ammaestrato la scimmia cede il passo al proquestore.
Flam è al piano e a un suo cenno inizia la marcia trionfale,
in salsa rosa, e balliamo.

Giunti all'altare, i due si scambiano rotoli di tappezzeria
e lo sposo, dietro le lenti trifocali, è commosso e si inspessisce
al vedere la nube accavallare le boe.
Ma il programma non coincide, essendo prigionieri di una catena bronzea,
e Bodidi va a prendere il diacono col libro per la predica in differita
comprendente gesti poco significativi!

Frutta getta un amo da pesca intorno tirando a sé tutti i parenti
affamati come pochi indisposti
e il succo di limone non basterà per tutti:
i cucinieri si dividono, appena fuori, e tra di loro alcuni
vedono erbe rare sul cappello,
altri tirano matite anziché riso prendendo di mira anche i miei occhiali
e le auto fanno un lungo carosello con Ycnex al centro come un siluro
che getta spugne imbevute al cielo.

Al pranzo per fortuna breve incontriamo il padrone con la racchetta
che ci ricorda per quella volta dopo il seminario
che tutti si erano arrabbiati per il conto-pesce
per cui si tiene alla larga mandandoci solo arance e sedendosi
Frutta lo chiama due volte e poi estrae una tuba nuova
Bodidi strilla e Gria gli fa il verso coi limoni
tuffando i piedi nella grata sotto lo sguardo sbalordito di Daija
che si spera non beva troppo perché poi finisce per abbracciare Bodidi
costringendolo a togliersi il passamontagna;
ma Tcjega, il grande esperto di motori rotti, molleggia la sedia
e finisce per saltare oltre la brocca con le coppie di consuoceri
un po' frastornati che cinguettano
e io ridente sul nuovo dolce di fichi secchi ricordo la tenda sporca
che crollava sul teatro e tutti boccheggiano.

Ezausaç, impaziente di inneggiare al righello graduato, si alza
e getta le scatole in aria, verso i millantatori in esame
e l'archetto colpisce in faccia lo sposo che finisce sotto il tavolo;
questo naturalmente non disturba ma crea qualche pensiero
ai grilli che dovranno aspettare il mattino
e intanto ci dirigiamo verso casa con tutto il corteo etrusco
con la nonna in coda del tutto indignata per il gioco dell'infermiera
e il motorino ci lascia in panne così peccato che non potremo fare il telegiornale!

Torniamo indietro dimenticandoci la famiglia
ma Bodidi rallegrerà l'ambiente con le sanguisughe seccate
che mette sotto lo scaffale
e pazienza se poi l'abate lo scoprirà schiaffeggiandolo in pubblico
come un malfattore senza nemmeno la scusante del freno a mano
e ci ritiriamo presto a vita privata, oltre la settantina,
credendo di poterci poi professare avvocati.

domenica 2 marzo 2008

Progetti futuri

Dove andrò a parare con questo blog? Ma per definizione questo non dovrebbe essere uno spazio da riempire come viene? E' una vita che mi sento dire "parla, perché non parli, espirimi quello che senti!", perciò ora lo faccio.

Mi piacerebbe creare un blog enigmatico e inquietante, così che i lettori dicano "Com'è enigmatica e inquietante questa qui, chissà che persona affascinante, come mi piacerebbe incontrarla, io che sono single e di bell'aspetto e cerco la donna della mia vita"...più o meno.

Del resto leggevo proprio ora sul blog di Fulvia Leopardi di come secondo alcuni opinionisti televisivi il ricercare visibilità sul web sia in realtà espressione e frutto di una sessualità deviata, malata, oscura, evidenzi un desiderio di prostituirsi ecc ecc.

Vabbè, io per il momento pensavo di scrivere una serie di lezioni su come fare brutte figure da mucisti dilettanti, intervallate, com'è ovvio, da capitoli di scrittura caotica. Poi magari parlerò anche di scrittura normale, più avanti.

Ecco un breve brano, decisamente tragico.

Una triste vicenda




Mi salutò come un incosciente e prese la strada maestra:
qui comincia la sua storia.
Si chiamava Jxfam ed era nato come un fagiolo,

scherzava dietro la vetrata:
un'infanzia difficile.



Sembrava ancora un corallo, smascherava gli indecenti,
sentiva il Cantafavole come una missione
aveva praticato ogni sport come un'aringa
amico di Gria sin dall'infanzia, ce lo aveva presentato in una riunione d'oltremare
ma lui voleva stare dietro a una tenda, come quel vino timido
e sbaraccava ogni cosa aprendosi agli estranei.


Si arrese sapendo di aver perso, passeggiò lungo il canale,
povera acciuga dal cuore infranto, telefonava alle suocere in pensione
nessuno voleva una gomma fallita, Jxfam si sentiva inutile
come un tacco farcito
preferì gettarsi dall'aereo imitando una spugna
e divenne un mucchio di coriandoli che il vento, indugiando sulle cime,
disperse.

(spazio libero per ispezione postale)

editato il 1-4-08 per correggere il link

mercoledì 27 febbraio 2008

La scrittura caotica

Cos'è la scrittura caotica? Come nasce? Che cosa rappresenta? Che futuro può avere?
Uno alla volta, per piacere. Sennò comincio anch'io: cos'è quell'affare lì? Come si fa a cambiare lo sfondo? Perché non riesco a mettere l'immagine che voglio dietro al titolo?
Allora. La scrittura caotica (ho inventato io questa definizione seduta stante, spero non sia già brevettata) intanto non va confusa con la scrittura casuale, una roba, se ho ben capito, di medium e fantasmi.

Immaginate che ogni tanto la vostra mente si ingorghi, vi si crei un qualche tipo di sovraffollamento di idee ed emozioni: una storia letta, un film visto, un episodio saliente appena successo nella realtà, un personaggio storico che vi ha colpiti, un tema di attualità che vi sta a cuore...tutte queste cose si ammucchiano, spintonano, fanno un macello nella vostra testa, vi sembra di scoppiare se non ne parlate con qualcuno, ma non ci riuscite perché -appunto- il discorso è tutto ingorgato (e anche perché tutti ormai vi evitano).

E' una sensazione positiva, beninteso, un'esplosione di energia comunicativa, ma lo stesso può uccidervi, così come si può morire d'infarto per una buona notizia.

Se siete bravi potete trasfondere tutto ciò nella scrittura vera e comporre qualcosa di sensato, magari un capolavoro. Ma in attesa di diventare abbastanza bravi per farlo, dovete comunque sfiatare la pressione dalla testa, e cosa c'è di meglio che piazzarsi davanti a una tastiera e vomitare tutto sul foglio bianco così come viene?

Conclusione n.1:
La scrittura caotica quindi non è tanto una forma d'arte quanto piuttosto una terapia psichiatrica autoprescritta.

Sì, questo può valere per un po' tutte le manifestazioni artistiche...ma quelle manifestazioni richiedono di solito anche talento e applicazione. Invece chiunque, ma proprio chiunque, può blaterare a vanvera di cose che capisce solo lui.

Conclusione n.2:
I frutti della scrittura caotica hanno senso soltanto per il diretto interessato e solo lui o lei li troverà illuminanti e divertenti (la persona di solito ride nel rileggerli, segno inequivocabile dell'alleviarsi di una tensione, oppure dell'approssimarsi della pazzia completa, chi lo sa), quindi condividerli e pubblicarli è una mera stupidaggine.

Sicuro. Ma chissà che col mio esempio io non finisca per aiutare qualcuno?
Su, ragazzo, scendi da lì e metti via quel cappio. Tu, lascia stare il fucile, non è vero che sull'autobus ridono tutti di te. Cicciona, butta il panino con la Nutella. Mettetevi invece davanti a una tastiera qualunque, anche non collegata a niente, e iniziate a scrivere, avanti! Uno, due, tre VIA! Non va già meglio?

NB: La scrittura caotica non funziona a mano, battere sui tasti è una parte importante della terapia. Ma va bene anche una vecchia macchina.
NBbis: Forse qualcosa a che fare con medium e fantasmi ce l'ha comunque, a ben pensarci.

domenica 27 gennaio 2008

Flam, il mestolo informe

(ovvero, come tutto è cominciato)

Le sei scoccarono, intatte
tutto il mondo rotolava giù da quella collina
il mestolo informe ci riunì:
sapeva che eravamo stati importanti e, con lui come guida,
forse avremmo sopraffatto l'autista, padrone delle nostre case,
che arrivava a toglierci l'ebano.

Malgrado l'oscuramento scendemmo in cantina ma niente funzionava;
uno di noi, Yaliam, confessò di essere stato una vite
io mi rilassai, incedendo nella parola murata.
Mi fecero capire che non ero più un'alba rosea
e Frutta, agitatissima, sembrava voler tributare l'incenso
con le sue nuove mani, mai viste prima.
Non sopportava di stare chiusa lì e tirò il furgone a Xaknaf,
che lo evitò, sperando di sfasciare la porta.

Furono decise molte cose:
eleggemmo i rappresentanti
che avrebbero dovuto mulare il contratto stempiato:
io, Bodidi, Gria ed Esausaç saltammo nel piatto e tirammo giù Flam,
il responsabile: il mestolo stesso prese il comando
agitando la medaglia e in quel vincolo strano ci trovammo illusori
come una croce in fronte.
Giijp mi balzò il tasca, privato del ferragosto supremo,
ogni dì chiamando lo schiamazzatore
incastellai le chiavi poi, con sommo coraggio, uscimmo.

Fuori cominciava a fare freddo, Bodidi nitrì alleggerito,
lucidò le scarpe e spense il dolore del dado, immobile,
che la maniglia aveva quasi forzato;
Flam si tolse il berretto
con devozione lo portò al centro
mentre io mi immaginavo le musone chiuse in chissà che capanne
a prender del gran freddo
e mi scostai quando La vidi, a terra.

Mi guardavo intorno, sbalordita, assaporando quel paesaggio bianco
e Giijp si era avvicinato e cominciava a leccarLa
mi scossi e La raccolsi, piano, avvolgendoLa nei miei guanti come una reliquia
ammantata di nero
Gria era già lontana sull'orizzonte
mi voltai invano: tutto era deserto e Bodidi piangeva per i suoi criceti
Flam si era seduto su un macigno a guardare Giijp, fungosoprano,
che in quel silenzio spiccava come un'arancia a mezzogiorno.

E sulla coltre di nubi apparve l'angelo per portarci l'arcobaleno e la birra
non poteva sapere se noi volavamo ignari
povera Gria imbellettata che si stava a lavare le mani
io infagottata con la sciarpa di traverso.
Giijp si riscosse, la sua berretta vibrò
stavo ossequiosa in ginocchio, l'aria ferma su di me
a formare una tiepida scura
di lontano si vedeva il mare ma tutto sembrava immobile.
Con Bodidi in immersione non c'era da stare allegri
e anche Flam non aveva più speranze infrangibili
Giijp saltellando si diffondeva intorno e ballava la crema
con gli incerti del mestiere.

Io La fissavo e non riuscivo a capire
tutto mi sembrava eternamente intabarrato come la Sala del Misteri
Bodidi accorse e vedendoLa diede un ululato e saltò oltre il vecchio campo
su per la nostra collina;
pieni di spiriti, Gria e Flam guardarono ancora l'ancora disadorna
mangiando patate, poi rientrarono e la mite urlò.
Giijp mi piombò in testa correnggendo l'epigramma
ma non volevo lasciarLe i miei guanti e L'incensai correndo
rammentai il povero animale e fuggii via, verso i compagni,
lasciandoLa avvolta sull'orizzonte.

Giijp solo pianse per Lei e Le posò accanto il fiore in secula seculorum
poi scivolò dentro dalla finestra.