domenica 16 gennaio 2011

Come evitare navi enormi, e altre cose della vita

Mi ha sempre affascinato la capacità della gente di ridere a sproposito. Naturalmente io sono un'esperta in questo campo...

Cercavo di ampliare la mia cultura su Cracked.com, il portale che ci fornisce impagabili lezioni di vita, come 12 cose che non avresti mai voluto vedere al microscopio, i 7 oggetti orripilanti trovati in un corpo umano, le 11 armi più cretine della fiction, 7 consigli del Kama Sutra che vi manderanno all'ospedale e i 5 insetti più brutti del mondo.

Un articolo relativamente nuovo ci illustra 8 prodotti stupidi di Amazon che si sono guadagnati recensioni incredibilmente sarcastiche. Barattoli di uranio, misteriose sfere piene di punte, tavolini per attaccare il portatile al volante dell'auto...cose così, che non sono state apprezzate.

Al quinto posto della classifica appare questo:


Si tratta di un vero manuale nautico, senza dubbio utile ai possessori di piccole barche che possono trovarsi nei guai a far manovra nel porto.

Sentiamo le testimonianze.

“Stavo facendo jogging intorno all'isolato” ci racconta Marai, “quando all'improvviso sono stato quasi travolto da una nave enorme! Per fortuna avevo letto questo libro e sono sopravvissuto per raccontarlo; spero che le future generazioni lo leggano, è un vero salvavita.”

“Attenti al titolo!” avverte Graham Thomas, insaporendo il suo commento con un arguto gioco di parole che lascio ai linguisti decifrare. “Vivo vicino a un parco e spesso vado a passeggio lì. Vista la quantità di deiezioni dei cani sui viali ho pensato che questo libro fosse l'ideale perché non dovessi più pulirmi bene le scarpe sull'erba prima di rientrare a casa. Solo all'arrivo ho letto bene il titolo e mi sono accorto che diceva How to Avoid Huge SHIPS. Un banale errore che significa che sto ancora calpestando massicce quantità di escrementi canini. Comunque ho letto il libro ugualmente, e sono felice di dire che non mi è più capitato di scontrarmi con navi enormi. Nossignore, non mi si avvicinano più!”

Robert Frost ci dà un assaggio del contenuto: “Questo libro è utile e pieno di informazioni. Sono stato investito da enormi navi 27 volte e mezza, be', la mezza si riferisce non tanto a una nave enorme quanto a una barca molto grossa, ed ero veramente stufo della faccenda. Ho letto il libro e ho scoperto cosa facevo di sbagliato. Ora ve lo spiego così non avrete bisogno di comprarlo.
Titolo: Come evitare navi enormi.
Capitolo 1: quando vedete una nave enorme venire verso di voi, girate il timone.
Fine.
Era questo il mio problema, quando vedevo una nave enorme mi bloccavo e me ne stavo lì e per qualche ragione la nave come attirata da un magnete mi veniva addosso!”

Per fortuna arriva Madeleine a redarguire gli spiritosoni.
“Sono un po' seccata da tutte queste recensioni sarcastiche. Sembrare tutti convinti che ci sia qualcosa di ridicolo nel fatto che qualcuno possa aver davvero bisogno di informazioni su come evitare navi enormi. Non vi è mai successo di muovervi a una velocità molto molto lenta verso qualcosa di molto molto grande che potete vedere a miglia e miglia di distanza e non sapere cosa fare per evitare di sbatterci contro? Be', congratulazioni, beati voi che siete perfetti! Godetevi le vostre fantasie prive di collisioni con navi enormi. Io comprerò questo libro e cercherò di imparare qualcosa, perché io vivo nel mondo reale, dove le navi enormi e i pericoli che rappresentano per la gente come me sono una cosa seria.”

Povero Capitano Trimmer. Però poteva sforzarsi di dare al suo manuale un titolo più tecnico...


L'articolo originale è qui.

giovedì 2 dicembre 2010

Neanche sei mesi...

E il nuovo giocattolo vivente di Brigida si è rotto.

Voglio ricordarlo così, in uno dei pochi momenti in cui è stato in salute e sereno.


Ciao, Beniamino. Ora ti trovi accanto a Metil; sembra scorbutica, ma vedrai che farete amicizia...

sabato 18 settembre 2010

Si va avanti...

Brigida ci sta un po' trascurando, ormai...parla e gioca poco con noi, da quando le abbiamo portato a casa un nuovo giocattolo animato:

Inspiegabilmente, la baraonda tra le mura domestiche è raddoppiata, mentre mia madre è rimasta sola ad affrontarla...

(Tutto questo è iniziato due mesi fa, ma abbiate pazienza, questi sono i miei tempi per mettermi in moto)

Io ho concentrato i miei sforzi scrittorii sulle cose serie mettendo da parte blogghini e blogghetti, e devo dire che sto cominciando a ottenere risultati...quantomeno ho delle vere pagine scritte, anziché delle idee che continuavano a girare in testa senza costrutto.

Cosa ne sarà, vedremo.

lunedì 12 luglio 2010

Buttandomi

Non a mare.

Ho deciso (avrei deciso, già da un po’, se iniziassi…) di scrivere delle cose un po’ di getto e poi casomai revisionarle più a lungo, il contrario di come ho lavorato finora.

Perché come ho lavorato finora non va. Aldilà dei risultati, cercare di scrivere cose quasi perfette da subito mi blocca per settimane e mesi. Forse è vero che bisogna scrivere e basta, tanto per non perdere il filo, per mettere giù le idee fondamentali e dopo si vedrà. Come un bozzetto, le linee guida di un disegno…con la notevole differenza che nella scrittura non c’è niente che non si possa modificare a posteriori, non esistono errori tali da dover rifare tutto.

Così sto lavorando a un racconto, e…

Un attimo. Ho il blog serio, quello col mio nome. D’ora in poi farò così: qui mi esprimerò liberamente, spoilerando e tutto il resto, mentre laggiù manterrò un maggiore riserbo.

Dicevo, mi ero immaginata questa scena: una prigioniera di guerra, l’ufficiale nemico venuto a giustiziarla, lei che la tira per le lunghe perché vuole risposte, lui forse anche esita, c’è un singolare legame tra i due…
Chi ha detto “fantasia erotica”?! Emiliooo!!!
Facciamo le persone serie.
Occorre porsi delle domande per trasformare questo in una storia, o meglio per tirare fuori la storia da questo piccolo germe di idea.
Come si è arrivati a quel momento? Che genere di guerra è in corso? Chi sono questi due? Cosa è successo prima e, soprattutto, cosa succede dopo? Perché questo, lo so, non è affatto l’epilogo. Lui la uccide, ma…lei ritorna. Come? Perché? E se i due si rincontrassero cosa avrebbero da dirsi? E se dal loro incontro dipendesse la sorte di un mondo intero?

Ecco, penso di aver delineato la storia, lasciando anche spazio per un piccolo colpo di scena verso la fine.

Nota: ho trascurato il blog, per vari importanti motivi (organizzare la mia nuova vita nella nuova casa, baloccarmi col Cybook, scrivere seriamente, giocare a Spore, baloccarmi col mio costoso nuovo pc, imparare i lavori di casa...) ma ora non perderò più tempo!

Nota2: ieri il mio costoso nuovo pc ha deciso di festeggiare alla grande il suo primo mese con me col suo primo schermo blu...PCcino...sniff, che commozione...

martedì 6 aprile 2010

Mezzo trasloco

Sono di nuovo online, grazie a quest’altro –finora ottimo- provider, che ha provveduto a connettere tutto a tempo di record, senza intoppi di alcun tipo. Sarà che ho potuto tenere il vecchio modem, già configurato e pronto, quindi anche volendo non potevano mandarmi il cd sbagliato facendomi impazzire per un mese o cambiarmi a tradimento gli indirizzi DNS senza avvertire, tanto per fare esempi a caso che nulla hanno a che vedere con Tiscali.

Anche se ora passo nella nuova casetta gran parte del tempo, il trasloco non è in verità ancora completo. Quanto può durare il trasferimento di tutta la roba quando i trasportatori sono due donne che portano una borsa per volta? Preferisco non pensarci.

Ma intanto io, invece di arredare la sala (niente di grandioso, chiamo così la stanza che non è la camera da letto), invece di comperarmi…che so, delle sedie, un divano, degli scaffali o altra roba noiosa, ho preferito investire una cifra in questo:



Come ha commentato Sandro, alla fine le sedie non danno tanta soddisfazione…

sabato 20 marzo 2010

Scollegata

Ho dato la disdetta al mio orrido provider, e temo che questo sia il mio ultimo giorno di connessione.

Ormai perdo solo tempo su Internet, e neanche in maniera costruttiva: Gamberetta ha abbandonato, quelli dei Massacri sono tutti presi a chiacchierare sul loro nuovo forum e non recensiscono più niente, non posto neanche qui nonostante abbia cose da scrivere...

Basta, chiudo tutto.

No, in realtà è solo che trasloco ^__^

domenica 7 marzo 2010

Profezia

Oggi vorrei parlare di un oggetto tanto umile e dimenticato quanto importante nel mio lavoro.

Siamo tutti pronti a restare a bocca aperta davanti agli strumenti più sofisticati, accrocchi mirabolanti pieni di tubi e scintillanti di lucine intermittenti. Apparecchi utilissimi, meravigliosi, che senza dubbio rappresentano le colonne portanti del laboratorio, senza di essi –e di chi sa usarli- nulla sarebbe possibile.
Ma…prima di arrivare a questo?

La gente dovrebbe togliersi dalla testa certi telefilm in cui il campione tal quale BUM viene semplicemente buttato nella scatola magica e ZAC dall’altra parte esce il risultato. O quantomeno queste storie dovrebbero onestamente essere etichettate come fantascienza. Nemmeno Archimede Pitagorico ha una macchina così.

Nella realtà, la preparativa è lunga e faticosa e -oserei dire- rappresenta forse il momento più delicato. Perché è inutile che poi si facciano tante curve di calibrazione e studi sulla sensibilità del metodo se non sono sicura che il materiale che mi arriva sia stato processato correttamente.
Se sbaglio un’estrazione, se sbadatamente butto via una parte del campione, se peso male per un errore di calcolo, se dimentico uno standard, se con una gomitata rovescio il beker…non sto ammettendo di averlo fatto, si badi. Mi ha forse visto qualcuno? Dicevo, se una qualsiasi di queste disgrazie si verifica, il procedimento è viziato all’origine e i passi successivi sono solo una perdita di tempo.
Per questo, soprattutto nel caso di preparative più complesse che prevedono molti stadi (e quindi molte fonti di errore) si aggiungono vari standard di controllo lungo la strada.

Consideriamo l’ASE (Accelerated Solvent Extractor): un congegno relativamente semplice, con poche parti meccaniche che pure tende a rompersi con sorprendente facilità. Ma lasciamo stare, l’argomento del mio discorso non è questo.
Per usare l’ASE occorre pressare il campione solido in celle cilindriche di metallo, lunghe e strette, che il congegno provvederà poi a riempire di solvente ad alta pressione. Ma come si fa a preparare queste celle in modo opportuno?


ASE

E’ qui che entra in gioco il Coso Nero™.

Il suo vero nome si è perso nella notte dei tempi.
Cristina lo chiama “bacchetta”, ma lei è quella che anziché iniettare i campioni del gascromatografo li “acquisisce” e invece di fare calcoli come tutti i mortali “quantifica”.
Non mi è sembrato giusto. E nessun altro sembrava porsi il problema di dargli un nome. Ma quando io ho iniziato a parlare del Coso Nero™, dopo qualche strana occhiata ho ottenuto di attirare la giusta attenzione su questo indispensabile oggetto.

Si tratta di un cilindro di materiale plastico, nero appunto, del diametro esatto che gli consente di entrare nelle celle e compattarne il contenuto all’inizio, e che può essere usato per svuotarle poi. Semplice e geniale! E sottovalutato, come tutte le cose che funzionano bene e senza far clamore.

Ma non sarà sempre così. Verrà il giorno in cui il Coso Nero™ dominerà l’universo, e io, Tizia Col Camice, in qualità di sua somma sacerdotessa otterrò tutto il rispetto e l’onore che merito.


In ginocchio, miscredenti!