lunedì 18 agosto 2008

Un po’ di fiducia, Emi…

Caro Emi, so bene da dove nasce la tua diffidenza per questa nuova clinica che ti ho consigliato. Le tue esperienze chirurgiche non sono state delle migliori, sebbene non si avvicinino neanche a quelle patite da altri miei conoscenti e parenti (tamponi dimenticati all’interno, flebo contaminate da detersivo liquido, trasfusioni con sangue del gruppo sbagliato).

Ho presente anch’io il tormento della tua operazione d’ernia inguinale, con l’ago infilato nel braccio per tutto un giorno e una notte, la saracinesca dell’ascensore che frustrava ogni tentativo di prendere sonno.
Nemmeno l’atmosfera rilassata e quasi gogliardica della sala operatoria ti aveva risollevato l’umore, quando era arrivato un tizio sconosciuto a presentarsi: salve, solo il nuovo anestesista mandato dal capoluogo, e tutti a salutarlo cordialmente, benvenuto e grandi pacche sulle spalle, nessuno lo conosceva né di vista né di nome, ma tutti pronti a credergli sulla parola. E tu rattrappito sul lettino che ti domandavi se non fosse un’orribile candid camera, o se invece mesi dopo non si sarebbe scoperta la verità: PIÙ DI TRENTA LE VITTIME DEL MITOMANE CHE SI INFILTRAVA NELLE SALE OPERATORIE…

Neanche quest’ultima rimozione dei calcoli alla cistifellea (ma come ci sei rimasto male nello scoprire che intendevano asportare tutta la cistifellea!) ti ha soddisfatto: prima non avevi niente e ora senti male.

E vogliamo parlare delle varie colonscopie coi dottori che ti sembrano tutti un po’ gay e ti fanno paura? No, lasciamo stare.

Capisco che tu ne abbia abbastanza.

Ma proprio non ti posso vedere con questa infiammazione alla mano, il dito rattrappito e gonfio per la fatica di reggere il flauto basso per ore e ore, il dolore che ti costringe a fermarti e agitare il braccio in aria sventagliando il polso come un suonatore di nacchere.Tutta questa sofferenza mi strazia. E il problema si può risolvere facilmente, credimi!

Perciò ora piantala di urlare e stai fermo.

Ecco il chirurgo…
Un amante del piercing estremo, costui, ma è forse in discussione la sua vita privata? E’ bravo, sa quello che fa e ciò ti basti. Probabilmente non è neanche gay.

Dai, a cosa ti serve questo vecchio braccio rattrappito, perché ci tieni tanto, quando puoi averne uno nuovo fiammante che ti permetterà di suonare tutto il giorno senza stancarti? Anzi, fossi in te farei un pensierino anche sull’altro braccio, in modo da diventare un musicista completo.
Cosa, che anestesia, hai brontolato finora contro quello dell’altra volta! Non fare il frignone. Guarda che bella infermierona bionda sta venendo a prendersi cura di te!
Scommetto che la affascinerai con la tua parlantina. Poi mi racconti, eh.


P.S.: Poi riparliamo con calma della tua idea di volermi far comprare e suonare un robo così:



giovedì 14 agosto 2008

L’abito fa il monaco…

O il chimico, nel mio caso. Da anni non ricevo più il materiale opportuno, mi presento stracciata e rammendata, lurida e abbruttita da macchie ormai indelebili, e intorno a me non vedo situazioni granché migliori.

Gente che sembra uscita da un’officina meccanica, tecnici disperati che, all’ennesimo squarcio sulla maglietta sfibrata dai fumi acidi, perdono il senno e se la strappano di dosso denudandosi in corridoio e scappando via.

Due tipi assai eleganti nel mio laboratorio…


Durante un servizio fotografico per un giornale locale, un mio collega ha dovuto usare ben tre magliette diverse –a seconda che fosse inquadrato di fronte, di schiena o di profilo- per riuscire a far sembrare che il suo vestiario fosse integro, anche se non proprio immacolato.

Abbiamo provato a mascherare i buchi con etichette adesive, ma anche quelle dobbiamo farcele bastare, recuperare tutto va bene, ma andare in giro con un codice a barre sulla schiena può dare adito a situazioni equivoche e pesanti dubbi esistenziali (Sono davvero diventata una confezione da 1 kg di potassio ioduro? E quanto costo? Dov’è la mia scheda di sicurezza? Sarò stata caricata in magazzino correttamente?).

Eppure c’e’ stata tempo fa una precisa comunicazione del direttore del laboratorio in merito alla faccenda.

Rammento, perchè se ne dia applicazione, alcuni punti riguardanti l'uso del vestiario:
1 ) il camice o la giacca corta vanno sempre indossati dai presenti in laboratorio addetti a lavoro tecnico
2 ) maglietta scarpa bianca e pantaloni lunghi sono vivamente raccomandati (alcuni incidenti per taglio da vetro rotto sono a testimoniare la necessità di avere piedi e gambe un poco protetti)
3) se per qualsiasi motivo si abbandona l'area del laboratorio (escludendo il tetto per le bombole e il cortile per l'accoglimento campioni) occorre spogliarsi del camice o giacca
4) si lascia al buonsenso di ognuno la valutazione del grado di sporcizia degli indumenti
5) la voglia di pantaloni corti in periodo estivo indossati dal personale maschile va autorepressa
In generale va evitato di dare immagine di trascuratezza e disordine facendo calare la propria autostima
Ciao

Ed ecco che finalmente, dopo la brillante risoluzione del caso delle pipette scomparse, arriva qualcosina! Ci precipitiamo a rifornirci, ma la gioia dura poco.

Occorre fare attenzione, ci avvertono, al lavoro che andiamo a fare, perché questa nuova dotazione non va bene per tutti. Per una qualche disattenzione, un imprevedibile malinteso dell’ordine, sono stati acquistati dei camici infiammabili.

Ecco che monaci siamo, dei bonzi!

lunedì 11 agosto 2008

Riempitivo

Ho un sacco di idee, spunti per post interessanti e avvincenti, ma dovrei sprecarli durante questo mese di stanca, quando tutti sono in vacanza? Andrebbero persi, brucerei il mio materiale migliore per niente.
Conviene aspettare settembre.
Ma per allora mi sarò dimenticata metà di quello che volevo dire, e l’altra metà sarai ormai passata di moda.
Non c’è speranza, questo blog rimarrà sempre un contenitore di scemenze e basta; del resto non desideravo niente di più quando l’ho creato.

Quindi ecco un paio di scematine estive, tanto perché si sappia che sono viva.

Un saluto al mio fedele compagno di flauto (quello a destra):


Emi, quest’ultima barzelletta era proprio orrenda.

E anche al mio collega appena andato in ferie (è uno dei patisciosi che non vogliono farsi fotografare, perciò ho alterato l’immagine. Leggermente. Ma neanche tanto):

Ciao, Alf, divertiti!

giovedì 7 agosto 2008

La Poesia della Leggenda - 3

Parte terza - Primavera

Tormentato da contributi figurativi, un uomo anziano sogna sua sorella
ma la marinaia lo sgrida;
quando piove, un mercenario lascia la locanda con un nome stupido
e nel cercare gli amici quasi viene aggredito dall'acciaio
e si capisce subito che mente!
Ma uno non lo interroga e lui li porta tutti a fare una gita
su una pozzanghera di catrame...

Vedendo ancora il gioielliere, si domanda perchè i mostri lo cercano
ma nella tempesta un gracile studente urla e una donna guantata esita,
finchè la grandine la travolge e il timoniere impazzisce...
Così nella cabina degli asciugamani il capo è costretto a confessare,
imbullonato al pavimento!

Intrappolati in un vortice azzurro,
gli viene in mente di salvarsi con una palla da bambini,
ma l'ha presa il mago che già una volta ha incenerito suo fratello,
perciò se ne va da solo,
e sopra i relitti si sentono ancora i singhiozzi di un omone!

Due turisti in una ricca città, intanto, litigano per le pietre
e a uno è sembrato di vedere un ferito portato via...
Ma scappano inseguiti da una torre, mentre l'elfa guarda dalla finestra
e uno storico le racconta la cupa leggenda di un suicida
che ha rovinato il cancello;
la fregano però nominandola cavaliere
e un falso messaggio l'attira in trappola.

Due innamorati infelici hanno proprio scoperto che si fanno uova sode
e sono sconvolti;
si cavalcano maestosi animali facendosi male col giubbotto,
e pensare che a lui piaceva davvero la guerriera,
avevano chiacchierato mentre altri si picchiavano coi boccali
e davano fuoco al grembiule dell'oste!

Finalmente un muto può parlare ma non sa un accidente e non serve,
e in una città distrutta in fondo al mare seguono un animatore;
uno addormentato ricorda che gli hanno mostrato un'immagine falsa
inducendo un moribondo ad aggredirlo, ma una ragazza lo sveglia...

Il capo segue il marito di una sirena e scopre delle sacche d'aria
per avvertire tutti che c'è una guerra al piano di sopra
e che se pensano di star tranquilli coi pesci si sbagliano!
Così un cicerone parla di un pozzo nero e profondo,
ma ancora il nuovo fidanzato piange, ricordando le ombre cinesi sul muro.

Dei pescatori li trovano, vanno al mercato e li scippano,
ma si riconoscono e scoppiano in lacrime commossi!
Si incontrano così dei serpenti buoni,
però proprio mentre vanno volando a salvare la principessa
un vecchio dal berretto sghembo li prende a sassate e fa scappare le guide!

Però il suo drago diventa una collanina
la campata rimane sospesa in aria, mentre tutti corrono o penzolano flaccidi,
e si consiglia di non seguire una mappa falsa
ma di cercare un posto che non conosce nessuno.

Stufi dei vicoli ciechi, i compagni allora strisciano,
ma per pensare a un consanguineo uno perde di vista il portatore della gemma!

Così un fabbro corre come un disperato, facendosi venire un infarto,
l'amico sconvolto usa la spada tra i macigni ma in realtà non era il caso,
e se lo vede portar via in mezzo a una conca scura col disegno delle stelle...
Allora l'orefice spiega che lui per sbaglio ha spinto una colonna
ed è per questo che lo cercano.

Era però micidialmente facile entrare nel corteo,
e il capo infatti urla stranito in mezzo ai soldati:
due vengono portati alle segrete, ma si fidano ancora, e pesano parecchio.

I frammenti del vaso infranto galleggiano per aria
la signora non vuole affatto scambiare i fustini, smaltendo nel sonno i bagordi,
così la cella non è accogliente e si stacca la barba finta...

Sudando in un'armatura di scaglie, lui entra nell'aula
in mezzo a orride piattaforme,
ma mentre si inchina per salvare una dama gli suggeriscono di fischiare,
e così ammazza un sire coronato!
La ragazza, però, offesa, scappa con un'altra camicia
e lui la perde mentre suonano le sirene...

Annaspando nella biforcazione, due trovano la porta
ma si pungono e cadono tra i convolvoli;
gli altri si bloccano nell'arco con le pietre bagnate e sgombri nuotano mordendoli,
ma l'uomo generoso pensa che forse è lì sotto con un pazzo...
E proprio mentre l'acqua gli entra negli stivali incontra di nuovo
uno che gli è mancato!
Infatti era andato a prendere ripetizioni,
il bibliotecario per sbaglio gli ha dato una chiave
e così ha cambiato allineamento!

Ma è meglio per tutti se ci si schianta sulla colonna,
poi lui diventato potente caccia via gli stregoni,
tira fuori uno dal fango e salva l'avvelenato,
fuggendo con un volatile prima di incontrare un dio vicino al fuoco!

Così, spiega il cappellaio, l'equilibrio è ristabilito,
i funghi sono a posto
e non c'è nessuno a salutarlo di notte dal cancello
ma pazienza.

FINE


(MOLTO liberamente ispirato al vol. 3 delle "Cronache di Drangonlance")

domenica 3 agosto 2008

La Poesia della Leggenda - 2

Parte seconda - Inverno

Si rivoltano le tasche con un'irritante tiritera, elencando gli eletti;
e il martello viene venduto per finanziare gli scavi!
Un blasfemo glielo ha detto che era inutile cercare le navi,
ma loro sono testardi,
così il mezzosangue è geloso quando vede un predicatore
e le stelle cadute scavano buchi dentro di lui...
e quando, arrampicati, scoprono che la pozzanghera si è prosciugata,
una fionda fischia per dare l'allarme, il conestabile zufola spaventato,
e vengono tutti arrestati!

Quella che doveva essere una marcia di trionfo, però,
si trasforma in un ritrovo di marinai perchè un ragazzino sgattaiola;
un uomo gentile aiuta una signora e si balocca con la spilla
e intanto nelle sale della locanda, tra i pezzi di vetro,
il mago spiega che gli hanno affibbiato l'orologio
per insegnargli la compassione,
e non sembra che abbia funzionato...

In una biblioteca ben conservata,
ci si provano occhiali su piccoli nasi mentre le pagine si sbriciolano
sul disegno della sfera.
Immalinconito, un figlio butta la dama in un rifugio
e si sceglie per forza l'abito lungo:
cosa si può fare, nell'udire i corni, oltre a offrirsi di avvelenare il vino?
Ma non c'è bisogno di spingere le pietre e tutti cadono nella cantina,
protetti da un omone vestito di cuoio.

In fuga, ci si racconta la storiella delle biglie facendo voci diverse,
ma quando poi attraversano un fiume spettrale non c'è trippa per gatti:
orribili elfi morti vanno in giro a distribuire tesserini,
alberi urlano gocciolando succo di chinotto,
si vede anche gente che non c'è e muoiono negando di aver mangiato,
un'ostessa taglia a pezzi un vecchio per sbaglio
ci si avvelena con la serratura truccata
e alla fine un mostro verde si ritira
solo davanti a un evocatore che ha cambiato vestito.

Per fortuna si scopre che era stato solo un incubo
dovuto forse ai vapori della nave alla deriva,
ma è vero che un padre urla senza voce,
non potendosi staccare dal globo che poi sparisce nel sacchetto delle mollette.

Soffrendo il mal di mare,
il nano prende un pezzo di asta da dentro il ghiaccio,
ma vengono maltrattati dagli stessi parenti della mancata sposa,
in lotta per gli schiavi, e si pestano sulla spiaggia...
devono quindi sottrarre la palla mentre si dorme
e uscire in barca con una strana ragazza molto timida
che piange a lungo parlando di sua sorella che era un drago.

Sotto la cascata vola la coperta e lei li conduce in una tomba,
oltrepassando statue insofferenti,
senza dar loro tempo di provare a cuocere la carne.
Quando tutti si accasciano con un rumore di scudi,
il chiacchierone si nasconde,
con delle gemme vola in un corridoio e incontra un vecchio morto
che grida perchè c'è baccano e gli mostra l'affresco.

Gli altri intanto, usciti dal bosco degli orrori,
campano facendo numeri da circo e mentono alle guardie;
spuntano mani minacciose e lo trovano svenuto,
ma la ragazza si è strappata una manica inutilmente,
chè lui non si può impegnare per lei a causa del bottone rubato.

Un dio sotto mentite spoglie va con l'amico
in casa del capo dei cavalieri a bergli il vino buono
poi si rintanano fra gli scienziati e vengono lanciati con le catapulte,
sfiorando le reti, mentre il pavimento è invaso da spugne!
Si fa prima a ripulire se qualcosa non funziona,
spieghiamo al bambino che ha chiesto a che ora passa il tram.

Si trovano seduti a litigare davanti a un treppiede
e mentre lo gnomo prende appunti tra le file di seggiole
l'unica cosa da fare è prendere la rincorsa e spaccare il modellino,
poi tanto l'anziano calma gli animi e alle sue spalle esplode una pietra bianca...

Una torre è inutilmente difesa, ma dentro c'è un gheriglio di noce:
quando vede l'amico trafitto, la giovane dalla pelle bronzea non ha più dubbi
e si appresta a bloccare la testa degli animali nel corridoio con la serranda!

Gli sbandati sono in un porto di mare
uno si è cammuffato ma, capovolto nella rissa,
viene scambiato per un ufficiale a forma di lucertola:
incontra così un'antica seduttrice
che abita ora in una rosa di calcestruzzo
e persino un estremista non è riuscito a ucciderla
perchè veniva sempre fuori uno spettro e tante donne cantavano di notte...
Si intrattiene con lei,
dimenticando che una marinaia vuole il compenso;
un ubriaco lo segue e lui fa pratica coi filtri!

In una stanza secolare ci sono bui comodini
e fanno il funerale portando piatti di piume...
Ma nello stesso momento l'ereditiera con la rete sente dolore,
si punge col gioiello e corre nel bosco sfigurato:
portando con sè nuove idee fa un buco per terra,
ma quando vede che l'albero è cambiato
capisce che deve telefonare ai suoi perchè traslochino.

(MOLTO liberamente ispirato al vol. 2 delle “Cronache di Drangonlance”)

domenica 27 luglio 2008

La Poesia della Leggenda - 1

Inauguriamo con questo post la serie di scrittura caotica “a tema”, cioè ispirata a libri, film, biografie ecc. Questa parodia estrema potrebbe (il condizionale è d’obbligo) risultare divertente non solo per l’autore ma anche per chi conosce l’originale. Forse.


Parte prima - Autunno


C'è solo una puntata timbrata e pazienza, ci accontentiamo:
però quando una figuretta esile ci mette nei guai con gli spettri
è l'ora di domandarsi se vale la pena di entrare nelle rovine!

Era iniziato tutto sopra a un albero dove degli amici
si erano rivisti dopo tanto tempo,
la comitiva non era però al completo,
e siamo poi sicuri che da qui a là lei abbia la risonanza in mano?
Probabilmente no, e la cameriera non vi dà peso,
anche se, dopo che una bionda ha cantato,
li fa saltare tutti nello scarico della spazzatura!

Spaventati da una luce azzurra, corrono nei boschi,
rubano una barca con lo stetoscopio:
bisogna però legare il ferramenta che ha paura dell'acqua
e quando gli arcieri si addormentano
ecco che vedono che mancano costellazioni
e affranti fanno cadere le stoviglie!

In mezzo a una puzza dannata di radici andate a male
l'uomo delle pianure litiga col cavaliere in armatura, ma poi diventano amici:
incipiente, un grosso fratello sbatte le teste di strani chierici con dita adunche,
e si trasformano in pietra!
Così poi un uomo onorevole vede un cervo e vuole seguirlo,
contro il parere di tutti i carpentieri,
in cima a una montagnola vedono un alamaro buio...
ed ecco che si trovano a dover convincere antichi guerrieri.

Cosa accade dopo non lo ha capito nessuno:
urla di qua e di là, barellieri fuggono nella notte,
il mago preso per mano sviene...
ma dopo questa scena scritta dal tossico in trip
ecco che si riprende in compagnia di sdegnosi centauri.
Per non essere usato come cibo per cani, il ladruncolo mostra molte mappe,
tutte sbagliate, ma è entusiasta come sempre,
anche nel sedersi su covili traballanti e mangiare alla luce di molte lune.
Vorrebbe poi restare sveglio ma è inutile,
e subito trovano il villaggio bruciato come dopo aver frugato in letti di paglia!

Ma non c'è tempo nemmeno di rimettere l'imbottitura nel pupazzo
e in mezzo alla palude due si buttano dal tronco per non essere catturati,
mentre si fanno piroette tra le frecce avvelenate!
La guaritrice tocca inutilmente lunghi capelli e un picchiatore,
disperato come un gemello orfano, spacca le sbarre
correndo di fronte al drago di giunchi...
ma a questo punto è un trucco e nel fumo riescono a fuggire
salvo il bambino dispettoso che rimane incastrato con la testa
e un tipo lugubre si mette a ridere, spaventando tutti.

La tastiera emette un ronzio
e dato che è tardi
decidono di tornare a vedere cosa è stato della città sopraelevata.
Qui trovano la locanda posata per terra e le patate sparpagliate
mostri picchiano un elfo e poi li arrestano,
anche se un verme immaginario fa la guardia alle armi.
Chiusi nel carro col fabbro mutilato,
partono con la faccia di chi, davanti alla cartuccia vuota,
ha giurato di non chiedere più farina ai vicini.

In realtà avevano già recuperato i dischi, lottando intorno a un pozzo
e facendosi male nel tempio;
non sarebbero mai riusciti ad andare su e giù coi sacchi di zucchero
nelle pentolone per fondere il lardo senza l'aiuto di una nana sporca,
amante dei topi morti,
che per effetto di un tubero stagionato si era innamorata di un giovane
dall'aspetto appariscente
e lo aveva condotto fin quasi dal drago.
Tutti ridevano di lei e della sua collezione di lucertole,
ma il fattucchiere invece l'aveva trattata con gentilezza,
donandole un'aura argentea,
e lei felice aveva rilegato dei canti scozzesi!

Ora nella gabbia nessuno vuole parlare di vetrine
e ci si ferma perchè un vecchio col cappello litiga con gli alberi,
si fa caricare e insegna come tirare sfere di fuoco contro i moscerini!

Vanno in casa di un popolo superbo che lì per lì non crede al medaglione
e guarda storto chi è vestito di rosso;
qui uno ricorda che si è fatto crescere la barba per non mostrare
che non conosce suo padre,
e una ragazza gli ha dato delle foglie ma lui non le vuole!
Una rissaiola da taverna fa a botte con uno scudo e poi lieta abbraccia l'omone,
interviene così la guaritrice, come una sorella, ad ammonirlo
perchè lei è alla ricerca di un primo impiego...

Una ragioniera una volta si è domandata perchè mai piaccia tanto
uno che non fa altro che tossire,
ma la ricetta della tisana gliel'ha data il capo dell'ordine
per scusarsi di averlo marchiato...

Per una strada segreta entrano dove c'è una catena,
contro il volere di un esperto aprono la stanza del tesoro
e uno spettro grida selvaggio;
così, mentre due salgono tra gli ingranaggi,
sollevano per sbaglio un animale grande e precipitano tra le piume di gallina,
gli altri si rifugiano dietro a una porta finta
e devono vestirsi da donna per salvare i giocattoli.

Dopo varie accuse reciproche di tradimento
e un incontro con chi ha un rubino nel piede
escono in cortile e al cattivo corridore cade la maschera mentre crolla il muro
e gli stranieri si sposano.


(MOLTO liberamente ispirato al vol. 1 delle “Cronache di Drangonlance”)

giovedì 17 luglio 2008

Come fare concerti schifosi – Lezione 8

I Collaboratori/ Parte II

I Cantanti Solisti

Si intende un gruppuscolo di pochissime persone, magari solo una per voce e a volte neanche quella.
E' necessario distinguere vari casi e sottocasi.

A) Cantanti solisti veri
Si tratta di persone che hanno studiato canto a livello anche professionale, magari possono vantare un discreto curriculum. Non hanno mai lavorato insieme prima d'ora, ma per i più disparati motivi si coagulano intorno a un progetto che sulla carta sembrerebbe promettente.
Ma...se avete letto fino a qui lo sapete chi sono in realtà, vero?
Esatto, un mix micidiale di Megalomani, Professionisti e Principesse! SCAPPATE!!!
Tanto non c'è alcuna possibilità, con questi, di far concerti, né schifosi né decenti, perché non vi faranno mai suonare: la Principessa strillerà perché i vostri raddoppi della sua voce se non la fanno sbagliare sicuramente la mettono in ombra, il Megalomane vi ruberà tutte le parti, cercando magari di cantare più voci insieme, il Professionista eliminerà direttamente la metà dei pezzi perché non ne ha voglia e -come abbiamo già visto- tirerà a imboscarsi e fare il meno possibile...L'unico spettacolo che tali mentecatti sono in grado di allestire è questo teatrino dell'assurdo a vostro beneficio! Vi faranno solo perdere tempo.

B) Cantanti semplicemente scompagnati
Questi derivano dalla disgregazione di un Coro (v. Lezione 7). Conoscere i motivi di tale disgregazione è di vitale importanza, poiché si potranno avere situazioni radicalmente diverse a seconda di cosa è accaduto. In particolare:

  • Prima eventualità: il Coro si è disfatto per una secessione interna.
    Domandiamoci: chi abbiamo di fronte? I "secessionisti" (cioè i ribelli) o i "secessionati" (vale a dire il vecchio Maestro e i suoi fedelissimi)? Se è la seconda, i "secessionisti" dove sono andati, invece? Si sono semplicemente dispersi, abbandonando l'attività musicale, hanno costituito un altro Coro scegliendo tra loro un nuovo Maestro oppure -orrore!- si sono uniti a un gruppo rivale? In questo ultimissimo caso, i "secessionati" saranno incacchiati neri, e profonderanno tutte le loro energie residue per vendicarsi, per mostrare a "quelli là" quanto hanno sbagliato, ché il bello viene adesso.
    Per questo tipo di gente, vale quanto detto sui Cori in generale nella Lezione 7.
    Se invece sono proprio i "secessionisti" a contattarci, non diamo per scontato che si tratti di piantagrane pericolosi, concediamo loro una possibilità prima di concludere che sono come (se non peggio) quelli del caso A).
    A ogni modo, mai farsi coinvolgere da queste faide. Ricordiamoci che tutto è accaduto prima che li incontrassimo, noi non c'entriamo nulla e ce ne frega ancora meno.

  • Seconda eventualità: il Coro è giunto al termine della sua naturale esistenza (tutti morti di vecchiaia senza trovare sostituti, il Maestro defunto all'improvviso senza nessuno in grado di prendere il suo posto...) oppure è stato distrutto da cause esterne (una frana ha spazzato via il paese, un invidioso Coro nemico ha attirato e ucciso quasi tutti in un'imboscata...ok, sto esagerando, ma potrebbe succedere, credetemi).
    Rimangono solo quattro patetici sfigati che hanno dedicato tutta la vita al Coro, non sono in grado di rifarsi un'esistenza da soli e non vogliono rassegnarsi all'idea che tutte le cose belle finiscono. Quindi eccoli a tentare il tutto per tutto per recuperare qualcosa: propongono iniziative, si presentano puntuali a tutte le prove, studiano la parte, fanno tutto ciò che non avrebbero mai pensato di fare quando il Coro era vivo e vegeto.
    Ma sanno bene, in fondo, di esser vissuti troppo a lungo, relitti senza senso di un'epoca tramontata.
    Per puro spirito umanitario, vi direi di sopportarli e assecondarli se potete, in attesa che diventi legale l'eutanasia.

Lavorare con dei cantanti solisti di qualsiasi tipo, in definitiva, è un'esperienza che comunque vada vi arricchirà: come detto all'inizio, è molto probabile che il numero dei cantanti non sia sufficiente a coprire tutte le parti, quindi imparerete a destreggiarvi in modo funambolico per realizzare con gli strumenti (i più inadatti possibili, mi raccomando) anche le voci mancanti, ottenendo effetti a dir poco bizzarri nei pezzi pensati per presentare un vero e proprio dialogo tra le voci (che ovviamente rimarrà nell'immaginazione del pubblico).



Il Gruppo di...

ballerini figuranti attori figurini ballanti spadaccini pescivendoli eccetera)
Diversamente dal Coro, questo tipo di gruppo non ha mai un vero e proprio leader, e lo stesso termine "gruppo" per definirlo è fuorviante.

La mente umana (e non) tende a categorizzare tutto, e a ricondurre ciò che incontra a schemi già familiari, per programmare il proprio comportamento. Per questo motivo nel rapportarsi con gli altri ci si aspetta sempre e comunque di trovare UN interlocutore, al limite collettivo, magari cretino, ma rappresentante ed espressione di UNA volontà. In parole spicciole, gente con le idee chiare.

Quello che non ci si aspetta e non si vorrebbe mai vedere è lo spettacolo francamente orribile di un marasma di gente totalmente disorganizzata, un ammasso informe di persone che, pur essendosi volontariamente unite per realizzare un progetto, sembrano non potersi soffrire, ognuna impegnata a gridare più forte di tutti gli altri, a mettersi i bastoni tra le ruote o almeno a sabotare passivamente le decisioni dei compagni, disgregate in decine di fazioni di massimo 2-3 individui ciascuna.

Insomma, ciò che succede nel nostro piccolo gruppo di musicisti falliti, ma portato su vasta scala.
E' un modellino animato del caos primordiale.

E il nostro piccolo gruppo, per i limiti mentali che dicevo prima, continuerà a sbagliare tentando di rapportarsi con uno di questi cialtroni come se quello fosse il rappresentante di qualcosa e avesse voce in capitolo su qualche argomento, cercherà di comunicare col nulla per trovare un accordo impossibile, ostinatamente credendo di poter pattinare sulle sabbie mobili (che bella metafora, eh? Si vede che studio da scrittrice?).
Invece ci troveremo a trattare di volta in volta con la Fazione che Vorrebbe Coinvolgerci Sempre, la Fazione che Non Sa Chi Siamo, la Fazione che Ci Odia Perché Non Ci Hanno Chiamati Loro, la Fazione Entusiasta che Però Non Capisce Cosa Facciamo, ma anche il Comitato del Martedì Mattina, la Rappresentanza delle Tre e Mezza, il Consiglio della Settimana Prima di Ferragosto, tutti con istruzioni diverse, probabilmente durante lo stesso spettacolo.

Anche qui, per fare schifo non dobbiamo sforzarci minimamente.

°°°°°°°

E con questo temo che abbiamo finito con le lezioni sistematiche.
Lo so, lo so, è stato un buon corso, mancherà a tutti, che malinconia, organizziamo una pizzata finale?